Parla la Nutrizionista: commento alla "Dieta della longevità" di Valter Longo

In questo periodo si sente spesso parlare sui media della "Dieta della longevità" dello scienziato Valter Longo.

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Oggi la dottoressa Laura Cominato, biologa nutrizionista, ci dà un overview sulla dieta proposta e ci fornisce il suo punto di vista sulle indicazioni date dall'autore. Buona lettura!

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"Studio che passa dai lieviti, ai topi, fino a giungere all’uomo. La chiave di Valter per rallentare l’invecchiamento nel nostro quotidiano potrebbe essere riassunta in una’applicazione soft della dieta mima digiuno. I monoliti alimentari enunciati sembrano essere sostanzialmente quattro: 1° grassi buoni e 2° tanta verdura, riduzione 3° proteica e 4° glucidica (alias carboidrati).

 Fino ad ora nessuna contro indicazione rispetto all’assunzione di frutta secca, semi ed olio d’oliva fonte originale di grassi buoni. I carboidrati, poi, sono carburante indispensabile, senza produciamo energia in modo molto meno efficace. Ma è anche vero che oggigiorno ne consumiamo troppi e scegliamo i peggiori: gli zuccheri semplici. Longo ci dice che la fonte principale di carboidrati devono essere verdure e legumi, poi i cereali (meglio se integrali) ed e quasi inutile citare i dolci e quasi quasi pure la frutta. Sottolineiamo che emerge così l’importanza che ha un alimento nella stimolazione della produzione di insulina, che ci dicono stimoli anche i  processi d’ invecchiamento. 

 Noi italiani consumiamo grandi quantità di cereali, arrivando a carichi glicemici (glicemia è la quantità di glucosio nel sangue) elevati e ricorrenti. Ecco che l’insulina non è solo un problema per diabetici e obesi ma diviene importante la scelta e la frequenza di consumo degli alimenti. Per Longo sono solo 40 grammi di carboidrati al giorno,  pensati soprattutto per persone sedentarie; lo scienziato infatti spiega anche l’importanza dell’attività fisica, e a detta sua (e non solo) “siamo fatti per muoverci” e non per stare davanti ad un monitor  tutto il giorno. Ergo se uno si muove può aumentare il consumo di cereali, e se proprio non potete farne a meno, di dolci. L’attività fisica, infatti, consuma molti zuccheri e intacca il glicogeno (la riserva di energia dei muscoli), abbassando l’insulinoresistenza dei muscoli: meno insulina per essere reattivi agli stimoli di questo ormone e immagazzinare efficacemente gli zuccheri al loro interno, a discapito dei depositi adiposi.

Precisiamo che vi sono svariati sistemi che vedono ciclici programmi di libertà calorica accompagnati a giornate o ore di restrizione (simil-digiuno) o digiuno vero e proprio, con effetti simili alle direttive di Longo. Forse questi indizi di simile approccio vogliono sottolineare che la cosa importante  che gli accomuna è evitare che l’organismo produca grandi dosi di insulina.

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Le proteine, Il secondo macro nutriente sotto la lente: la quantità di proteine è rilevante perché modula la produzione di IGF-1 nel nostro corpo, un potentissimo ormone della crescita che induce la moltiplicazione e il metabolismo cellulare. Quindi si consiglia di ridurre le proteine in generale (0,8 grammi per kg di peso corporeo, senza contare il grasso) e consumarne quasi esclusivamente di quelle origine vegetale. Rivalutiamo così i  legumi, fonte di proteine vegetali, ed il pesce, fonte di proteine di origine animale e ricco di grassi “buoni”. Tra le ricerche di Longo c’è il caso dei Laron, nani ecuadoriani, popolazione che non presenta nessun decesso per cancro né casi di diabete, nonostante mangino malissimo e siano obesi. Tutto questo grazie a livelli bassissimi di IGF-1, dovuti a un difetto genetico, che li rende nani ma protetti dall’invecchiamento. Si è visto che chi consuma proteine in eccesso prima dei 65 anni, oltre ad accelerare l’invecchiamento, ha 4 volte più alta probabilità di ammalarsi di cancro. Mentre chi consuma l’eccesso proteico dopo i 65 anni sembra coadiuvare lo stato di salute: ad ogni età i suoi segreti.

 Personalmente credo nei precetti individuati meno alla restrizione drastica e programmata soprattutto per il risvolto sociale che può avere un messaggio di questo genere se generalizzato e lasciato in mano all’autotrattamento e/o dispensato come moda dell’anno dagli articoletti da rivista settimanale (vedi pagina –Avvertenze- del libro stesso). Bene dunque alle verdure, alla frutta secca ed olio d’oliva, bene alle riduzione di proteine privilegiando i legumi ed il pesce, bene alla scelta di ridurre i pasti in senso generale per chi fa vita sedentaria ed in senso funzionale in genere, tra tutte buona potrebbe essere la riduzione del pasto serale e l’approvvigionarsi solo durante le ore diurne, bene anche il digiuno a spot ma seguito, monitorato e catartico; insomma bene bene…ma a me sembra che non ci si discosti poi così tanto rispetto a quell’idea che è la Dieta Mediterranea ed i suoi dogmi, tra l’altro confermata essere da sempre il segreto della longevità del popolo mediterraneo.

 Forse la riflessione va fatta sull’uso delle risorse (abbondanza di cibo) a disposizione, sulla qualità di quest’ultime (sempre più scadente), sulla frequenza di assunzione di certi cibi ed il disuso di altri (vedi i legumi e i cereali antichi); forse è bene riflettere sull’apatia ed inerzia del popolo e su come lo stile di vita odierno sia cambiato in cosi poco tempo (…in peggio) mentre il nostro organismo  (metabolismo e DNA) funzioni ancora secondo le regole di migliaia di anni fa…"

 

Dott.ssa Laura Cominato

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Dott.ssa Laura Cominato, Biologa Nutrizionista con laurea specialistica in Biologia della Salute, cura il blog BenessereSano, blog di nutrizione e salute. Figlia d'arte di una Dietista, la dott.ssa Cominato ha sempre avuto chiaro che il cibo è la prima medicina e l'ultima grande risorsa. Il suo motto è "Siamo ciò che mangiamo ma soprattutto saremo ciò che mangeremo". Seguite il suo lavoro e i suoi consigli sul suo blog e sulla relativa pagina Facebook, dove è sempre pronta e attenta a rispondere alle domande di chi, come noi di FreeGlù, ha sempre un occhio attento all'alimentazione.

 



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